Termini e pandemia 2

Termini e pandemia 2

Attività amministrativa in genere

I termini di conclusione del procedimento amministrativo ai tempi del coronavirus – II parte

Continuiamo l’esame dell’art. 103 del D.-L. 17 marzo 2020, n° 18, recante misure di contrasto «all’emergenza epidemiologica da COVID-19».

Nel precedente post  ho esaminato la prima parte del comma 1. Vediamo adesso la seconda parte, ove si trova stabilito che:

Sono prorogati o differiti, per il tempo corrispondente, i termini di formazione della volontà conclusiva dell’amministrazione nelle forme del silenzio significativo previste dall’ordinamento.

Anche qui la formulazione, rimasta immutata in sede di conversione (L. 24 aprile 2020, n° 27), risulta un po’ ermetica.

Vuol dire questo: il legislatore considera tutti i casi di “silenzio significativo” già previsti da una disparata miriade di norme antiche e recenti ed estende ai relativi procedimenti il meccanismo dilatorio esaminato nell’altro post: il termine di conclusione del procedimento resta sospeso tra il 23 febbraio e il 15 maggio 2020.

Anche in tal caso abbiamo l’applicazione del medesimo criterio.

Ed infatti nelle ipotesi in esame la «volontà conclusiva dell’Amministrazione nelle forme del silenzio significativo» si forma (o meglio: si reputa formata) solo nel momento in cui spira il termine di conclusione; termine, dunque, il cui contatore si ferma dal 23 febbraio al 16 maggio (se il procedimento era già pendente il 23 febbraio) oppure non decorre fino al 15 maggio, iniziando a decorrere il 16 (se il procedimento è stato avviato nel periodo intermedio).

Mi pare, tuttavia, una precisazione inutile: la regola enunciata, infatti, si ricava pianamente dalla disciplina generale più sopra esaminata.

Resta inteso che anche in questo caso la sospensione non opera nel caso in cui il termine di conclusione di un procedimento beneficiante di un “silenzio significativo” (silenzio-assenso o silenzio-rigetto) sia già interamente decorso prima del 23 febbraio 2020.

Questo procedimento, infatti, non potrebbe essere in alcun modo considerato «pendente», essendosi già concluso prima di quella data mediante un provvedimento tacito (quello, cioè, con cui il legislatore ha inteso sanzionare l’Amministrazione ritardataria).

In questa evenienza il silenzio qualificato così formatosi ex lege potrà e dovrà essere impugnato dinanzi al Giudice amministrativo nel rispetto dello specifico termine processuale, a sua volta sospeso a causa della pandemia (in tal caso, però, solo dal 16 aprile al 3 maggio 2020: art. 36 D.-L. 23/2020).

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